Tempo di Spa

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L’estate è alle porte, facciamoci tentare dai centri benessere, senza rinunciare al buon bere e al buon cibo.

In questo periodo, si sa, si fa il punto della situazione, visto che il punto vita all’improvviso ci presenta il conto.

E allora cominciano le iscrizioni in palestra a Maggio, perché ad Agosto si va in vacanza, e credetemi a meno che non siete a conoscenza che fare 6 al Superenalotto sia pari a 1 su 622.614.630, magari ci credete anche a un risultato così immediato. Ma al di là delle corse ai ripari, c’è invece tutta un’altra filosofia: quella delle Spa o centri benessere come vogliamo chiamarli, comunque luoghi dove ci si prende cura del nostro corpo e dove la parola #relax è compresa nella prenotazione, soprattutto per scappare dal caos cittadino, dalla vita stressata, dall’inquinamento acustico. Qui il concetto chiave è “stare bene”.
In Italia, le stazioni termali sono state sempre luoghi per terapie mediche oltre che relax come concepito oggi, guardiamo Ischia e Montecatini per citarne alcune. Ma il tempio dello stare bene oggi si è ampliato, anzi forse è ritornato ad essere come quello concepito dai patrizi romani, cioè cura del corpo, della mente, ma senza tralasciare il cibo e perché no regalarsi anche del buon vino.

A campione ho preso 3 strutture, che fortunatamente ho visitato, nelle quali sono rimasta molto sorpresa dalla scelta della cantina e del menù.

Da abruzzese non potevo non visitare La Réserve, Resort Termale e Medical SPA situato a pochi passi dal borgo medievale di Caramanico Terme, paese simbolo del termalismo d’Abruzzo. Immerso nella riserva naturale del Parco Nazionale della Majella e autentica oasi di pace e tranquillità. Ma qui fra tutte le cure e coccole di cui possiamo godere la cucina è improntata su un sapere che sa di buono e di leggero, insomma curativo anche per il corpo e la mente ed è così che lo chef Antonello de Maria delizia i suoi ospiti nel ristorante Le Regard all’interno della struttura. C’è molto studio in una cucina come questa, dove la parola #healty (oggi uno degli hashtag più seguiti su Instagram insieme a tutte le parole correlate al “benessere”) fa da padrona anche fra i fornelli, senza che noi italiani rinunciamo a uno dei momenti più importanti della giornata.

E il vino? Tranne per la presenza degli champagne, i produttori sono tutti abruzzesi con spazio e profondità alle annate. Troviamo da mitici produttori come Valentini e Masciarelli che hanno fatto grande l’Abruzzo fuori dai suoi confini, a etichette classiche come Cataldi Madonna per arrivare a Cirelli, e a tutte quelle piccole aziende “artigiane”, che stanno dando una nuova spinta a questa bellissima regione.
Risalendo è doveroso fermarsi in Toscana dove il Resort Fonteverde si presenta ai nostri occhi regalandoci bellezza infinita in località San Casciano dei Bagni, con i suoi percorsi salute immersi nella campagna della Val D’Orcia. Qui esiste la filosofia della dieta e del benessere, che ispira appunto percorsi salute, termali e Spa su Medicina 33. Il benessere emozionale utile come cura per le malattie dello stress.

E la tavola? Qui clienti da tutto il mondo (moltissimi stranieri frequentano questi luoghi) non rinunciano al ristorante dove a pranzo un grande buffet di verdure di stagione, crude e cotte, insieme a ricotte a km zero e paste da farine proteiche, da grani antichi, stuzzicano l’appetito in completo relax. La sera invece lo Chef Salvatore Quarta mixa la tradizione Toscana con la ricerca della leggerezza, senza mai abbandonare il gusto mediterraneo, gusto che soprattutto gli stranieri cercano. La carta dei vini ha sicuramente il sapore della Toscana indimenticabile e internazionale sfoggiando etichette come Ornellaia, Sassicaia, Tignanello. Particolare è l’attenzione alle zone classiche con Brunello di Montalcino e Chianti Classico. Meno ricerca, ma sicuramente grande certezza.

E risalendo il nostro stivale arriviamo a Jesolo dove Almar ci accoglie con maestose piscine.

Questo Resort a 5 stelle, come gli altri citati, ci accoglie in una struttura modernissima a Lido di Jesolo, considerata la spiaggia di Venezia. Struttura fra l’altro recentissima, nasce nel 2014 e già oggi concorre al premio World Luxury Spa Awards 2017, il premio più ambito a livello internazionale per strutture come queste. Questo il link per votare, entro il 21 maggio.

http://www.luxuryspaawards.com/node/add/vote-spa/497672

Qui le giornate trascorrono all’insegna del benessere con tantissimi percorsi da seguire, personalmente sono rimasta catturata dal massaggio energetico del Sonno, per chi come me ha necessità di migliorarne la qualità o non riescono a dormire (l’insonnia è molto legata allo stress).

E il ristorante? Il ristorante Mediterranea è il regno dell’Executive Chef Salvatore Pullara (curriculum di eccellenza, prima di approdare ad Almar è stato lo chef del Donnafuugata Golf Resort in Sicilia). Oltre a lavorare quotidianamente sulla filiera corta, la sua creatività trova espressione anche nella cucina decorativa e nella creazione di sculture vegetali.

La carta dei vini? Ben due sommelier ad Almar che sono Gianfranco Csorba e Roberto Daniel Frank, sia primo che secondo Maitre d’Hotel, tutti e due della generazione Millenial o generazione Y, 29 e 34 anni. Più di 300 etichette presenti in carta, con molte bollicine: si spazia dal Prosecco Doc e Docg, dando vetrina a un prodotto vanto della regione, per poi arricchirla con molti prodotti della Franciacorta e del Trentodoc e l’immancabile selezione di Champagne. La carta dei vini qui ha il sapore di tutta l’Italia, pur dando molto spazio alla regione padrona di casa; non manca ovviamente una selezione di vini biologici dichiarati in etichetta e biodinamici che possono essere gustati anche alla mescita.

In effetti il vino al bicchiere è un giusto compromesso durante i pranzi nei soggiorni Spa, non si rinuncia al buon vino nella giusta misura.

Pronti allora per la prova costume, nel relax più completo fra piatti gourmet e calici di vino?

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Articolo postato su DoctorWine

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