Amarone Opera Prima

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Il mio viaggio a Verona

Tasted by Adua Villa.

 

 

Verona – famosa per la storia d’amore di Romeo e Giulietta che dopo secoli ad oggi incanta anche i più cinici – conquista per la sua bellezza ed emoziona con l’Arena, grazie al suo fitto programma di concerti ed opere di maestrale bellezza.
Bello rivedere la città colma di stranieri… ed è così magica che il caldo quasi passa in secondo piano, diciamo quasi!
In questi giorni c’è stata l’apertura del 99 esimo Festival Lirico con la Carmen di Bizet e la storica produzione che nel 1995 sancì il debutto areniano di Franco Zeffirelli.

Mentre questa Prima andava in scena sotto le stelle di Verona, io ero ad un’ altra Prima quella organizzata dal Consorzio della Valpolicella per Amarone Opera Prima. La cornice era degna di un film Zeffirelli , senza dimenticare che nel 1968 lo stesso regista firmò proprio Romeo&Giulietta vincendo 2 Oscar, 3 Golden Globe è un David di Donatello.
Il luogo di cui vi accennavo è il Giardino Giusti della famiglia Giusti.

Il giardino che in origine era un insediamento produttivo per la lana – commercio della famiglia – venne convertito in un palazzo di rappresentanza nello stile del Sanmicheli, completato da un giardino formale con bossi, cipressi, fontane e grotte, secondo la moda del tempo. Principale artefice del giardino e del palazzo fu Agostino Giusti (1548/1615), uomo colto, appassionato di musica e di pittura, in contatto con i Medici e gli Asburgo, nonché fiduciario dei Veneziani.
Spero di avervi regalato già con queste parole la magia di questo luogo che risiede praticamente in centro città. Qui hanno sfilato i vini della Valpolicella. Avevamo un po’ di timore per il gran caldo ma è stata una sfida vinta sul campo da un servizio impeccabile: serviti un po’ freschi e apprezzati, proprio come il vino deve essere apprezzato: godendone a tavola fra amici e percependone unicità e qualità.
Con cena inaugurale di “Amarone Opera Prima” il Consorzio tutela vini Valpolicella ha voluto rappresentare il più bel vigneto urbano d’Italia: 1300 ettari nel comune di Verona in un territorio di 240 km². Il giorno seguente in “Palazzo Verità Poeta” abbiamo assistito alle masterclass. Una era incentrata sulla cucina ed è stata realizzata dalla Peca di Lonigo di Vicenza: un esercizio di stile da parte di questo team stellato diventato un esercizio didattico per tutti noi addetti ai lavori (quasi 200 giornalisti di cui molti stranieri).

Chef Nicola Portinari – 2 stelle Michelin, Ristorante La Peca di Lonigo, Christian Marchesini – Presidente Consorzio Vini della Valpolicella, Davide Scapin – Giornalista

 

Un gioco a tavola per capire quanto ci si possa spingere nell’abbinamento con l’Amarone della Valpolicella Docg… e quanto si possa giocare con le temperature a tavola. E vedi che ti mangi! Cit.

 

Infine incontriamo alla Gran Guardia sua maestà “l’Amarone annata 2017”, 40 aziende e le aspettative sono tante:
– annata caratterizzata da un inverno caldo con scarse precipitazioni, seguito dalle gelate tardive di aprile che però in Valpolicella hanno provocato danni contenuti, grazie soprattutto al sistema di allevamento a pergola.
– nei mesi estivi le temperature sono state elevate – talvolta anche con fenomeni siccitosi – con una fenologia della vite in netto anticipo sulla media storica e con una conseguente vendemmia iniziata precocemente (primi di settembre).
– maturazione accelerata portata a riscontrare valori elevati per quanto riguarda il tenore zuccherino e l’acidità totale, mentre la dotazione di malico è stata più scarsa rispetto alla media.
– sul fronte dello stile, il millesimo 2017 presenta ottima alcolicità bilanciata da buoni profili acidici, oltre ad eccellenti dotazioni in termini di antociani e polifenoli per un vino di piacevole morbidezza e dalle intense colorazioni.

Aida – Arena di Verona 2022

Ed è così che saluto Verona e i suoi 1300 ettari di vigneto, saluto il grande classico: l’Amarone; saluto l’Arena che mi ha ospitata in una serata stellata per farmi godere l’Aida di Zeffirelli con la direzione di Daniel Oren, regia e le scene di Franco Zeffirelli.

Consorzio della Valpoliccella: applausi e sipario!